# EasyForma — piattaforma di marca

Documento di riferimento per chiunque scriva testi su EasyForma: sito, email, LinkedIn, demo, materiale di vendita.
Scritto il 16/09/2026, dopo l'acquisto del dominio `easyforma.it` e il cambio di nome da EasyForm.
Le affermazioni verificabili sono citate con la fonte; quelle non verificate sono marcate **[da verificare]** e non
vanno usate in materiale pubblico finché non lo sono.

---

## 1. Posizionamento

**Per** gli enti di formazione accreditati e le agenzie per il lavoro che erogano corsi finanziati in aula virtuale,

**che** devono consegnare al fondo un registro presenze difendibile e oggi lo ricostruiscono a mano da screenshot,
fogli Excel e ricordi del docente,

**EasyForma è** l'aula virtuale che produce il registro presenze da sola, dai log di ingresso e uscita del server,

**a differenza di** Teams, Zoom e Meet, che fanno la lezione ma non il documento, e dei gestionali della formazione
come Jforma, che fanno tutto ma costano e pesano come un cambio di sistema.

**Perché è credibile:** la presenza non la spunta il docente, la scrive il server. Il dato che finisce nel registro è
lo stesso che la piattaforma userebbe se nessuno guardasse.

### Cosa NON siamo, e va detto per primo

EasyForma non è un gestionale. Non tiene l'anagrafica corsi, non fa preventivi, non emette fatture ai clienti finali,
non gestisce il catalogo formativo, non fa e-learning asincrono. Il cliente tiene il gestionale che ha già.
Noi prendiamo un pezzo solo del suo lavoro — la lezione sincrona e il documento che ne esce — e lo facciamo sparire.

Questa frase va detta presto in ogni conversazione di vendita. Nel mercato della formazione finanziata "nuova
piattaforma" significa "migrazione, formazione del personale, sei mesi": dichiarare subito che non chiediamo niente
di tutto ciò rimuove l'obiezione più costosa prima che venga formulata (status-quo bias).

---

## 2. Tagline

Cinque opzioni, tutte in sentence case, tutte leggibili senza contesto.

| #   | Tagline                                                      | Cosa fa                                                                   | Rischio                                      |
| --- | ------------------------------------------------------------ | ------------------------------------------------------------------------- | -------------------------------------------- |
| 1   | **Il registro presenze si scrive da solo**                   | Nomina il documento su cui l'ente vive, e la proprietà unica del prodotto | Nessuno: è letterale                         |
| 2   | Il registro lo scrive il server, non il docente              | Più preciso e più tecnico, ottima come sottotitolo                        | "Server" allontana il compratore non tecnico |
| 3   | Chi c'era, quanto è rimasto, nero su bianco                  | Immagine forte, zero gergo                                                | Non dice che è un'aula virtuale              |
| 4   | L'aula virtuale che produce il registro, non solo la lezione | Esplicita il confronto con Zoom e Teams                                   | Lunga, e si legge come una comparativa       |
| 5   | Fai lezione. Al registro pensiamo noi                        | Calda, orientata al docente                                               | Il docente non è il compratore               |

**Raccomandata: la 1, «Il registro presenze si scrive da solo».**

Motivi. È l'unica che nomina il documento invece dello strumento: sposta il prodotto dal conto mentale "abbonamento
per videoconferenze", dove il prezzo di riferimento è 3,50 € per utente, al conto mentale "rendicontazione", dove il
riferimento è un corso non pagato. È verificabile in dieci secondi di demo. E resta vera anche quando l'invio
automatico a FTWeb non esiste ancora, cosa che la variante «…e finisce su FTWeb» non fa.

**Uso combinato.** Titolo `Il registro presenze si scrive da solo.` con sotto, in corpo lead, la riga di meccanismo:
`Lo scrive il server dell'aula virtuale, dai log di ingresso e uscita. Non la spunta del docente.`
La seconda riga è la prova che rende credibile la prima: non serve una terza riga.

**Da non usare mai:** «senza fogli excel» come tagline. Gli enti non odiano Excel: odiano ricopiare e odiano non
essere pagati. Excel è il sintomo, non il problema, e nominarlo ci fa sembrare un convertitore di file.

---

## 3. Pilastri di messaggio

Quattro pilastri, in ordine di forza. Ogni pilastro ha una prova nel prodotto e, dove esiste, una fonte ufficiale.

### Pilastro 1 — Il registro nasce dal server, non dalla spunta del docente

Il registro si compila dagli eventi di ingresso e uscita di BigBlueButton, in diretta, mentre la lezione è in corso.
Nessuno lo digita, quindi nessuno lo può sbagliare né aggiustare dopo.

**Prove nel prodotto**

- Ogni discente entra da un link personale nominativo: nel registro compare il nome reale, mai un nickname.
- Ingresso, uscita e durata sono registrati per ogni singola connessione, non per lezione.
- Ogni disconnessione resta scritta, con l'orario esatto.
- Il registro è esportabile in CSV in qualsiasi momento, anche a corso in corso.

**Prova esterna, ed è la più forte che abbiamo**
Le FAQ ufficiali di Forma.Temp sull'aula virtuale stabiliscono che il file dei log d'accesso ha valore di documento:
«Il PDF dei log di accesso dei discenti sostituisce, in fase di inserimento delle frequenze, il documento cartaceo
di rilevazione delle presenze.»
Le stesse FAQ elencano fra i requisiti minimi obbligatori della piattaforma il «report della registrazione delle
presenze/collegamenti dei discenti con le effettive generalità (no nickname) con indicazioni dei log in/log out».
Fonte: [FAQ Aula virtuale — Forma.Temp](https://www.formatemp.it/documenti/politiche-attive/FAQ_Aula%20virtuale-PAl_2021-02-08.pdf?language_id=3)

Questa citazione va usata testualmente in vendita. Non stiamo dicendo che il nostro file è valido: lo dice il Fondo.

### Pilastro 2 — Sotto il 90% delle ore il discente non è rendicontabile, ed è il registro a stabilire chi lo è

Per la formazione di tipologia Base la frequenza minima è pari al 90% del modulo o del corso. Sotto quella soglia il
discente non porta il finanziamento. Il registro presenze non è un adempimento: è il documento che decide quanti
discenti l'ente si fa pagare.

**Prove nel prodotto**

- Ore effettive per discente calcolate sulla somma delle connessioni, non sulla presenza dichiarata.
- La relazione di fine lezione segnala chi è sotto il 100% e chi sotto il 75% delle ore, chi è entrato in ritardo
  oltre i 10 minuti, chi si è disconnesso per più di 15 minuti.
- Il dato si vede mentre il corso è ancora aperto, quando c'è ancora tempo per recuperare un discente.

Fonte: [Forma.Temp — Formazione di Base](https://www.formatemp.it/formazione-di-base) («La frequenza minima (pari al
90% del modulo/corso)», e durata del corso che «non può eccedere le 250 ore»).

Questo è il pilastro con la leva più lunga, perché è l'unico che parla di soldi in uscita invece che di tempo
risparmiato. Va usato presto e con calma: si afferma il fatto, non si spaventa il lettore.

### Pilastro 3 — Snella, non un gestionale: il tuo gestionale resta dov'è

EasyForma fa una cosa sola e la fa senza chiedere un cambio di sistema. Non c'è migrazione, non c'è un anno di
affiancamento, non c'è un costo di avviamento. Si crea un account, si importa un elenco discenti, si apre l'aula.

**Prove nel prodotto**

- Onboarding in cinque passi, dalla registrazione alla prima aula collegata.
- Import dei discenti da CSV, Excel o testo incollato.
- Nessun dato da riconciliare con il gestionale esistente: EasyForma non vuole i tuoi corsi, vuole le tue lezioni.
- Prezzo d'ingresso 59 €/mese, senza costo di attivazione.

Confronto usabile in vendita, con prezzi di listino pubblici verificati a settembre 2026: Jforma Professional parte
da 779 €/anno più 320 € di avviamento, Jmeet costa 288 €/anno o 34 €/mese per aula virtuale.
Fonte: [Jforma — prezzi](https://www.jforma.it/prezzi/)

### Pilastro 4 — Il lavoro noioso lo fa l'assistente, la firma la metti tu

Le parti lente della gestione aula — ricopiare elenchi, costruire calendari, scrivere la nota di fine lezione — le
prepara un assistente. Ogni proposta resta in anteprima finché non la confermi.

**Prove nel prodotto**

- Import intelligente: si incolla un elenco in qualsiasi formato, torna una tabella di partecipanti da controllare
  (oggi sono 20–40 minuti per aula).
- Calendario da una frase: «5 lezioni di 4 ore, martedì e giovedì dalle 9, dal 1° ottobre» (oggi 10–15 minuti).
- Relazione di lezione: anomalie calcolate dal codice, nota scritta dall'assistente (oggi 10 minuti a lezione).
- Codice fiscale che compila da solo data di nascita, sesso e comune: calcolo deterministico, nessun modello di AI.
- Al modello passa solo il testo incollato e i dati della lezione già in EasyForma. Mai credenziali, mai password
  Forma.Temp, mai registrazioni.

La riga che chiude il pilastro, e va ripetuta ovunque si parli di AI: **nessuna proposta viene applicata da sola.**

---

## 4. Tono di voce

Cinque regole, poi cinque riscritture.

1. **Dichiarativa, non promozionale.** Si afferma un fatto e ci si ferma. Niente aggettivi di rinforzo
   («potente», «innovativa», «all'avanguardia»), niente superlativi, niente punti esclamativi.
2. **Specifica invece che rassicurante.** Un numero, un orario, un nome di documento battono qualsiasi promessa.
   «Ogni connessione registrata con ingresso e uscita» batte «tracciamento affidabile».
3. **Sentence case ovunque.** Nessuna eyebrow in maiuscolo, nessuna parola colorata dentro un titolo per creare
   enfasi finta. L'unica maiuscola ammessa è il testo dentro il timbro grafico del piano Pro.
4. **Il limite si dichiara.** Quando una funzione non c'è ancora, si scrive che non c'è e quando arriva. Ammettere
   un limite preciso aumenta la fiducia; un «sì» che crolla alla prima demo la azzera.
5. **Mai promettere l'esito di un controllo.** Noi produciamo il documento e il meccanismo. Chi decide se una
   presenza vale è l'ispettore, e i nostri stessi termini lo dicono. Scrivere il contrario sul sito crea la
   contraddizione esatta che un compratore prudente cerca prima di firmare.

### Cinque riscritture

**1. La promessa non verificabile**

- Prima: «I dati vanno davvero su Forma.Temp? **Sì.** Aula, calendario, partecipanti e presenze vengono inviati con
  le credenziali del tuo ente.»
- Dopo: «Oggi no, e lo diciamo prima che tu paghi. Il registro è pronto da esportare in CSV, e l'URL della lezione è
  pronto da incollare nel calendario FTWeb. L'invio automatico a FTWeb è in lavorazione: ti scriviamo la data
  quando le credenziali di collaudo saranno attive.»
- Perché: vendere un sì su un'integrazione non costruita è il rischio di credibilità più grande del progetto. Il
  primo cliente che compra per quel motivo e non lo trova è anche il primo recensore.

**2. La prova sociale vuota**

- Prima: «Pensato con chi presenta progetti Forma.Temp ogni mese.»
- Dopo: «Il registro nasce dai log di ingresso e uscita del server, non da una spunta del docente.»
- Perché: la prima riga occupa lo slot della prova sociale senza contenere niente di controllabile. Un lettore
  esperto la traduce in «non abbiamo clienti». Finché i clienti non ci sono, meglio un meccanismo verificabile.

**3. La promessa sull'esito**

- Prima: «Le disconnessioni brevi si gestiscono da sole, senza spezzare la presenza.»
- Dopo: «Ogni disconnessione è registrata con l'orario esatto, e la riconnessione riprende la stessa sessione. Il
  registro mostra l'interruzione: la tolleranza prevista dal Fondo la applichi tu, con i dati in mano.»
- Perché: la prima versione promette un esito di conformità che non possiamo garantire, e contraddice la pagina
  termini.

**4. Il beneficio generico**

- Prima: «Meno tempo sui fogli excel, più tempo sui contenuti.»
- Dopo: «Un corso costa circa 1,4 ore di lavoro amministrativo fra registro, calendario e relazione di lezione.
  EasyForma le toglie quasi tutte.»
- Perché: «più tempo sui contenuti» è vero per qualunque software. Un numero è un'ancora, e si può discutere.

**5. La feature raccontata come feature**

- Prima: «Registro presenze automatico. Nome reale e orari di ingresso e uscita per ogni connessione.»
- Dopo: «Il registro si compila mentre fai lezione. A fine corso sai già chi è sotto il 90% delle ore, e chi quindi
  non è rendicontabile.»
- Perché: la prima descrive il prodotto, la seconda descrive la conseguenza per chi paga.

---

## 5. Regole di nome

**EasyForma**

- Si scrive sempre in una parola, con la E e la F maiuscole: `EasyForma`.
- Mai `Easyforma`, `EASYFORMA`, `easyForma`, `Easy Forma`, `Easy forma`.
- La forma minuscola `easyforma` è ammessa solo dove è tecnicamente obbligatoria: dominio, indirizzi email,
  handle social, chiavi di configurazione, slug.
- Attenzione a `Easy Forma` in due parole: esiste già `Easy Formazione` (easy-formazione.com), società italiana di
  formazione e consulenza digitale attiva dal 2010. Scrivere il nome staccato ci avvicina a un marchio di terzi
  senza motivo.
- Non si declina e non si verbalizza: niente «easyformare», niente «EasyForma-re», niente plurale.
- Nella prima menzione di un testo lungo si può aggiungere il descrittore, mai attaccato al nome con un trattino:
  `EasyForma, l'aula virtuale che produce il registro presenze`.
- Nel prodotto, nella documentazione e nel codice il nome cambia ovunque, chiave di configurazione `easyform`
  compresa: l'elenco completo delle stringhe è in `docs/marketing/copy-rebrand.md`.

**Forma.Temp**

- Si scrive `Forma.Temp`: punto in mezzo, T maiuscola, nessuno spazio.
- Mai `FormaTemp`, `Forma Temp`, `Formatemp`, `FORMATEMP`. La forma `formatemp` solo negli URL e nei namespace
  di codice già esistenti.
- Il portale del Fondo si scrive `FTWeb` nei testi rivolti al cliente (il Fondo usa anche `FTWEB`: nei documenti
  tecnici interni va bene, in vetrina no, perché sembra un acronimo urlato).
- **Non possiamo mai** definirci partner, fornitore autorizzato, piattaforma certificata, accreditata, approvata,
  riconosciuta o consigliata da Forma.Temp. Nessuna di queste cose è vera e nessuna è in trattativa.
- Formule ammesse: «per i corsi finanziati da Forma.Temp», «progettato sui requisiti del Dispositivo di accesso
  agli elenchi», «i dati che servono a FTWeb». Formule vietate: «partner Forma.Temp», «soluzione certificata
  Forma.Temp», «in collaborazione con Forma.Temp».
- Il logo del Fondo non si usa mai, in nessun materiale, nemmeno in una slide di confronto.
- Lo stesso vale per BigBlueButton: è la tecnologia su cui giriamo, non un partner. Si nomina come tecnologia
  («aule virtuali basate su BigBlueButton»), mai come endorsement.

---

## 6. Elevator pitch, 30 secondi

> Gli enti che fanno corsi finanziati in aula virtuale hanno tutti lo stesso problema: la lezione la fanno su Teams
> o su Zoom, ma il registro presenze lo ricostruiscono dopo, a mano, da screenshot e fogli Excel. E quel registro
> non è burocrazia: per la formazione di base un discente sotto il 90% delle ore non è rendicontabile, quindi è il
> registro a stabilire chi l'ente si fa pagare.
> EasyForma è l'aula virtuale che quel registro lo scrive da sola, dai log di ingresso e uscita del server, mentre
> la lezione è in corso. Nome reale, orario di entrata, orario di uscita, durata, ogni disconnessione.
> Non è un gestionale e non chiede di cambiare quello che usi: si apre un account e si fa lezione. Si parte da
> 59 € al mese.

Note per chi lo usa a voce. La prima frase è il problema del cliente detto con le sue parole. La seconda è il numero
che alza la posta. La terza è cosa facciamo. La quarta rimuove l'obiezione «non ho tempo di cambiare sistema».
Non si nomina l'AI in 30 secondi: è un acceleratore, non la ragione per comprare, e nominarla presto sposta la
conversazione sui dati dei discenti invece che sul registro.

---

## 7. Boilerplate, 50 parole

Per comunicati, profili LinkedIn, firme, schede fornitore.

> EasyForma è la piattaforma italiana per le aule virtuali della formazione finanziata. Il registro presenze si
> compila da solo dai log di ingresso e uscita del server: nome reale, orari, durata, ogni disconnessione. Pensata
> per enti accreditati e agenzie per il lavoro che gestiscono corsi Forma.Temp. Piani da 59 € al mese.

(48 parole.) Variante breve per le firme email, 20 parole:

> EasyForma — aule virtuali per la formazione finanziata, con il registro presenze che si scrive da solo.
> easyforma.it

---

## 8. Obiezioni e risposte

Dieci obiezioni reali, con la risposta parlata. Regola generale: si riconosce la ragione dell'obiezione prima di
rispondere, e non si attacca mai lo strumento che il cliente sta già usando.

### 1. «Abbiamo già Zoom / Teams, li paghiamo comunque»

Giusto, e non ti chiediamo di dismetterli: per le riunioni interne continueranno a essere lo strumento migliore.
La differenza è cosa resta dopo la lezione. Teams e Zoom ti danno un report di partecipazione che devi scaricare,
ripulire e ricopiare, e che non ha il nome anagrafico del discente se lui è entrato come "iPhone di Marco".
EasyForma ti dà il registro già fatto, con il nome reale, perché ogni discente entra da un link nominativo.
Domanda da fare subito dopo: quanto tempo passa oggi, dopo una lezione, prima che il registro sia consegnabile?

### 2. «Forma.Temp ha già la sua app, ed è gratuita»

Vero, ed è anche obbligatoria: le FAQ del Fondo dicono che in aula virtuale la rilevazione presenze deve avvenire
in modalità digitale, tramite l'applicazione web o l'app mobile. Non ti proponiamo di sostituirla.
L'app chiede al docente di marcare le presenze fascia per fascia mentre insegna, e quello che marca è quello che
lui vede. EasyForma produce il dato che il docente dovrebbe ricordare: chi è entrato, a che ora, quando è uscito,
quante volte è caduta la linea. Il docente smette di essere la fonte del dato e diventa chi lo conferma.
Fonte: [FAQ Aula virtuale/FaD sincrona — Forma.Temp](https://www.formatemp.it/documenti/politiche-attive/FAQ_AulaVirtuale_2021-03-04.pdf?language_id=3)

### 3. «E se l'ispettore non accetta il vostro registro?»

Non chiediamo all'ispettore di accettare un nostro formato: le FAQ del Fondo stabiliscono già che «il PDF dei log di
accesso dei discenti sostituisce, in fase di inserimento delle frequenze, il documento cartaceo di rilevazione delle
presenze». Noi produciamo esattamente quel log, con le generalità reali e gli orari di login e logout, che sono i
requisiti minimi che il Dispositivo elenchi chiede alla piattaforma.
Quello che non possiamo fare, e nei termini lo scriviamo, è garantire l'esito di un controllo. Nessun fornitore può.
Quello che possiamo fare è darti un documento che non hai scritto tu a posteriori.

### 4. «I dati dei discenti finiscono in un modello di intelligenza artificiale?»

Solo due cose passano al modello: il testo che incolli tu, per esempio un elenco discenti, e i dati della lezione
che sono già in EasyForma. Non passano mai credenziali, password Forma.Temp o registrazioni delle lezioni.
Usiamo l'API di un fornitore esterno che non allena i propri modelli sui dati dei clienti. Il codice fiscale non lo
tocca l'AI: data di nascita, sesso e comune si ricavano per calcolo.
E ogni proposta dell'assistente resta in anteprima finché non la confermi: non applichiamo niente da soli.
Se preferisci non usarlo, l'assistente si può semplicemente non aprire: il registro funziona uguale.

### 5. «Perché a crediti e non a utenti o a corsi?»

Perché a utenti pagheresti per persone che non fanno lezione, e a corsi pagheresti uguale un modulo da 4 ore e un
percorso da 250. Un credito è mezza giornata d'aula: 4 ore fino a 30 discenti. Un corso da 8 ore costa 2 crediti,
qualunque sia il numero di iscritti sotto i 30.
La conseguenza pratica che piace di più ai clienti: puoi dichiarare l'aula larga senza pagare di più. Se prevedi
20 posti e ne riempi 12, paghi lo stesso, perché entro i 30 la fascia non cambia.

### 6. «È un'altra piattaforma da imparare, e il mio gestionale ce l'ho già»

E resta dov'è. EasyForma non vuole i tuoi corsi, la tua anagrafica, le tue fatture: vuole le tue lezioni.
Non c'è migrazione, non c'è costo di attivazione, non c'è nulla da disinstallare. Chi deve imparare qualcosa è il
docente, e quello che deve imparare è cliccare "avvia lezione".
Prova concreta: dal momento in cui crei l'account a quando la prima aula è aperta passano cinque passaggi.

### 7. «Costa più di Zoom»

Sì, e su quel confronto perdiamo sempre: Zoom vende minuti di videochiamata, noi vendiamo un documento.
Il confronto giusto è con quello che stai spendendo adesso per produrlo. Fra registro, calendario e relazione di
fine lezione, un corso costa circa 1,4 ore di lavoro amministrativo. Su sei corsi al mese sono più di otto ore, cioè
oltre 200 € di costo aziendale, contro 189 € di piano Pro che ne copre dieci.
E c'è il confronto che non si mette in tabella: un discente escluso perché il registro non regge vale molto più di
un abbonamento annuale.

### 8. «Preferiamo aspettare che ci sia l'invio automatico a FTWeb»

È la domanda giusta e ti do la risposta esatta: oggi non c'è. Il registro si esporta in CSV e l'URL della lezione è
pronto per il calendario FTWeb, ma i dati li carichi tu.
Quello che ti conviene chiederti è se il valore sta nell'invio o nel dato. L'invio ti risparmia dei minuti; il fatto
che il registro esista senza che nessuno lo scriva ti risparmia il rischio. La parte che cambia il risultato c'è già.
Se vuoi, ti scrivo il giorno in cui l'invio automatico entra in produzione, prima di chiederti di rinnovare.

### 9. «Siete nuovi, non vi conosce nessuno»

Vero, e infatti non ti chiedo di fidarti: ti chiedo di provare con un corso. Non vendiamo un cambio di sistema,
quindi il costo di sbagliare con noi è un mese di abbonamento, non un anno di migrazione.
Quello che posso mostrarti subito è il meccanismo: apriamo un'aula, entro da un altro computer, ed esce il registro.
Dura quattro minuti. È l'unico argomento che ho e per fortuna è quello che conta.

### 10. «Il nostro ente lavora anche con Fondimpresa e FonARCom, non solo con Forma.Temp»

Oggi il prodotto è tarato su Forma.Temp, e lo diciamo chiaramente. Il registro però è generico: ingresso, uscita,
durata, nome reale, sono i dati che chiede qualunque fondo, e l'export CSV lo usi per tutti.
Quello che è specifico di Forma.Temp è il mapping dei campi e il calendario, e altri fondi arriveranno dopo. Se ci
dici da quale iniziamo, entri nella lista di chi decide l'ordine.

### Tre obiezioni che ci faranno e a cui non abbiamo ancora una risposta buona

Da chiudere prima del lancio, non da improvvisare in chiamata.

- **«Come verificate che dietro lo schermo ci sia davvero quella persona?»** Il link personale è un URL: si può
  inoltrare. Serve un codice di accesso monouso via email o SMS, con la relativa riga nella scheda conformità.
  Un requisito di riconoscimento univoco del partecipante circola nella documentazione del Fondo ma non l'ho
  trovato testualmente nelle due FAQ sull'aula virtuale: **[da verificare]** prima di citarlo come obbligo.
- **«Il Fondo può entrare in aula per un controllo in itinere?»** Le FAQ lo richiedono esplicitamente, e in caso di
  accesso su invito la conferma non può essere differita oltre 5 minuti dalla richiesta del funzionario. Oggi non
  esiste in EasyForma un accesso ispettivo pronto da consegnare. Va costruito, ed è anche materiale di vendita.
- **«Pagate a 60 giorni con fattura?»** Oggi il checkout è solo carta. Per gli enti sopra una certa taglia questo
  non è un dettaglio amministrativo, è un no.

---

## 9. Parole da usare e parole da evitare

| Usa                                     | Evita                                               | Perché                                          |
| --------------------------------------- | --------------------------------------------------- | ----------------------------------------------- |
| registro presenze                       | tracciamento, monitoraggio                          | è il nome del documento, non dell'attività      |
| discente                                | studente, utente, partecipante (nel contesto fondo) | è la parola del Fondo                           |
| ente accreditato, agenzia per il lavoro | cliente, azienda                                    | sono le categorie con cui si identificano       |
| aula virtuale, FAD sincrona             | webinar, videolezione                               | sono i termini normativi                        |
| rendicontabile                          | valido, accettato                                   | è la parola che decide se pagano                |
| fascia oraria                           | slot, sessione                                      | è l'unità di FTWeb                              |
| si scrive da solo                       | automatico, smart, intelligente                     | descrive il fatto, non la categoria di prodotto |
| in lavorazione, previsto per            | presto, in arrivo, roadmap                          | una data è verificabile, «presto» no            |

---

## 10. Fonti

- [FAQ Aula virtuale — Forma.Temp (08/02/2021)](https://www.formatemp.it/documenti/politiche-attive/FAQ_Aula%20virtuale-PAl_2021-02-08.pdf?language_id=3) — requisiti minimi della piattaforma, valore del PDF dei log
- [FAQ Aula virtuale/FaD sincrona — Forma.Temp (04/03/2021)](https://www.formatemp.it/documenti/politiche-attive/FAQ_AulaVirtuale_2021-03-04.pdf?language_id=3) — obbligo di rilevazione digitale, controlli in itinere, 5 minuti per la conferma d'accesso, pause entro 15 minuti
- [Forma.Temp — Formazione di Base](https://www.formatemp.it/formazione-di-base) — frequenza minima 90%, durata massima 250 ore
- [Presenze FT — App Store](https://apps.apple.com/it/app/presenze-ft/id1485392764) — app ufficiale gratuita del Fondo
- [Manuale docente rilevazione presenze digitale — Forma.Temp](<https://www.formatemp.it/documenti/circolari/allegato1_ftweb_manualedocente_rilevazionedigitalepresenze_v1.0%20(1).pdf>)
- [Jforma — Exporter fondi](https://www.jforma.it/exporter/) — l'elenco dei fondi supportati non comprende Forma.Temp
- [Jforma — prezzi](https://www.jforma.it/prezzi/)
- [Ricerca enti di formazione — Forma.Temp](https://www.formatemp.it/ricerca-enti-formazione/) — elenco pubblico degli enti di sezione A, con contatti
